INTERVISTE



Intervista di L. Girolami all’ imprenditore, barone Ettore Gallelli Benso.

Domanda:
Cosa l’ha spinta a fare questo lavoro?
Risposta:
Principalmente la passione per l’agricoltura, e poi il fatto di non voler abbandonare un attività che ha impegnato la mia famiglia per 11 generazioni, cioè dalla fine del 1500.

Domanda:
Cosa le piace del suo lavoro?
Risposta.
Beh…mi piace proprio l’ agricoltura, perché si e’ a contatto della natura, e poi amo le buone cose che produce la terra.
Dopo tanti secoli che si tramanda questo impegno, e’ quasi una responsabilità continuare la
tradizione d famiglia.

Domanda:
Lei vive in campagna vero?
Risposta:
Si, stabilmente, anche se ho altri appoggi in città, preferisco la vita in campagna.

Domanda:
Come e’ vivere in campagna?
Risposta:
Vede come gia’ diceva Monteschieu, l’uomo moderno ha perso il contatto con la natura, la campagna, rappresenta per me le cose semplici e buone della vita, viviamo in un mondo sempre piu’ frenetico, nel quale tutti hanno meno tempo per tutto, anche per loro stessi.
Vivere oggi in campagna, con cani, cavalli, i ritmi lavorativi legati a quelli delle stagioni, i suggestivi panorami, gli incantevoli tramonti, la serenita’ e il silenzio del parco secolare, rappresenta secondo me un lusso, un po come lo stile di vita Inglese del diciannovesimo secolo.
Dikkens, ad esempio era un irriducibile campagnolo, amava chiudersi nel suo castello, situato al centro di un grande parco, per comporre i racconti che lo resero poi celebre.
Chi vive in campagna come me, sa a cosa mi riferisco, la società corre verso lo spopolamento delle grandi città, sempre più pericolose socialmente, caotiche, e inquinate.
Chi vive in citta’, lo fa principalmente perché e’ obbligato dal lavoro.
Tutti i miei amici che fanno il mio stesso lavoro, vivono in campagna,
mi raccontava una volta un mio amico Inglese, che anche dove abita lui, la campagna e’ vista come la vita migliore alla quale un gentlemen possa aspirare, premettendo che se anche aveva il palazzo di famiglia a Londra, non pensava minimamente di starci.

Domanda:
Chi era questo signore?:
Risposta:
Il duca Jeims Willogby.

Domanda:
Quando ha cominciato ad occuparsi dell’ azienda agraria di famiglia?
Risposta:
Praticamente da sempre, fin da ragazzo.
Quando si nasce in una famiglia come la mia, con questo tipo di tradizione, si viene educati al culto della terra, e alla sua salvaguardia.
Alla fine e’ naturale scegliere di fare questo lavoro, che poi lavoro non e’, visto che mi piace.
Mio nonno paterno diceva sempre che non si cambia mai un cavallo sicuro, per uno incerto, volendo dire che la terra, cosi come il mattone, da sempre sono gli investimenti sicuri di ogni uomo saggio.

Domanda:
Lei e’ anche un appassionato cavaliere vero?
Risposta:
Si, anche quella e’ una tradizione di famiglia, i miei rispettivi nonni, erano nel Nizza e Genova cavalleria, anche i miei parenti erano tutti in cavalleria.

Domanda:
Lei ha cavalli suoi?
Risposta:
Si, un mezzo sangue, maschio di nome MIRAGE, e una femmina di nome BLEU NUIT.

Domanda:
Le e’ mai capitato di andare sulle sue terre a cavallo?
Risposta:
Certo, anzi e’ il modo piu’ veloce.
Spesso quando devo seguire il lavoro che viene fatto su un fondo, ci vado a cavallo, sia perche’ arrivo piu’ veloce della jeep, sia per allenamento.
E’ una cosa che faceva spesso anche mio nonno, del quale porto anche gli speroni.

Domanda:
E’ vero che lei ha anche fondato l’unico club per la caccia alla volpe simulata in Calabria?
Risposta:
Si, Essendo appassionato di cacce alla volpe a cavallo, alla fine ne ho fondato uno mio.
La caccia si svolge su quelle tenute di famiglia, adibite a pascolo.
Siamo un bel gruppo a cavallo, e siamo gemellati con altri club dello stesso tipo in Italia.

Domanda
Cosa produce?
Risposta
Principalmente olio extravergine d’oliva, poi boschi di ciliegio olivastro da legno, grano, erba medica, agrumi, mandorle, castagne, fieno, e agricoltura biologica.

Domanda.
Di quanti operai dispone?
Risposta:
Dipende dal periodo, sotto le campagne olearie il numero aumenta, cosi come in prossimità dell’estate.
Ma comunque in media una decina.