Baroni Gallelli



Antica e nobile famiglia originaria Dalmata di Zara, si cognomino’ nei secoli in diversi modi,Gallus, Gallellus, Gallello.
Godette di nobilta' fin dal 1154 e diede a Zara il suo primo vescovo, Lampridio de Gallellis.
I Gallelli elencati nel censimento del 1283 restano a Zara fino al 1500 con varie cariche prestigiose e politiche come ambasciatori presso la Repubblica di Venezia, giudici ed esaminatori, come Bernardino, cancelliere del Re di Polonia e poi vicario del generale di Cracovia dal 1509 al 1517.
Tra gli avi, Kolan, conte di Pago e Nona, che riceve dal Re Ludovico I il feudo nella zona di Kousevo, con le fonti di acque minerali, feudi che i Gallelli tengono fino alla fine del 1500 epoca dopo la quale, la famiglia si trasferisce in Calabria, con un Franciscus.
Giunti in Calabria, si stabilirono prima a Stilo, e successivamente a Badolato, dove i Gallelli sono titolari anche di una cappella di Giuspadronato, nella chiesa del venerabile convento di S. Domenico, con annessa tomba gentilizia.
Anche in Calabria la Casata gode del possesso di feudi, privilegi,beni, gradi militari, e prestigiosi impieghi civili.
Fin dal 1600 di questa stirpe si trovano prove certe, e documenti notarili, nei quali sempre sono menzionati come patrizi di Zara prima, e Stilo poi.
Dal 1658 infine essi portano anche il titolo di baroni di Badolato, concesso loro dal principe Daniele Domenico Ravaschieri, utile signore della terra di Badolato, e dei territori ad essa annessi, come S. Canterina, Isaca, e S. Andrea., feudi che i Gallelli tennero per ultimi, fino cioe' alla eversione della feudalità, 1806.
Con tale investitura i baroni Gallelli di Badolato, avevano il diritto di amministrare la giustizia, indire i mercati, adunare il popolo, riscuotere le tasse, e muovere guerra.
Sui loro castelli,palazzi, ville,casali, e tombe gentilizie, sovrasta la loro arma, che ha questa blasonatura:
Troncato nel 1 d'oro, all'aquila spiegata di nero coronata, rostrata e armata del campo, linguata di rosso, movente dalla troncatura; nel 2 d'oro alla terrazzadi verde sostenente una volpe salente al naturale, con l testa rivolta e sinistrata da un gallo della volpe, passante, imbeccato, crestato e barbato di rosso.
Le tre bestie simboleggiano, audacia, astuzia, sveltezza.
Quest’ arma venne adottata dalla Casata, in seguito al trasferimento in Calabria, ed e’ successiva all’originario gallo argento,in campo rosso, fermo su tre cime verdi.
 

PARENTELE:

I baroni Gallelli di Badolato sono imparentati con:

I nobili Campisi di Caulonia.
Attraverso il matrimonio tra il barone, avv. cav. della corona d'Italia, don Giuseppe Gallelli, latifondista, e sindaco dei nobili di badolato per 17 anni.
Nato a Badolato il 5.01. 1830 da Pasquale e Giovanna Gallelli, sposa la nobile Marianna Campisi di Caulonia, il 18 .07.1864 nata il 1. 07. 1834 da Ilario e Agata Asciutti.

I marchesi Alemanni di Catanzaro, e i principi Ruffo della Scaletta.
Attraverso il matrimonio tra il barone don Pasquale Gallelli, latifondista, cav. della corona d'Italia, di fu Giuseppe, nato a Badolato il 17.01.1866. che sposa donna Lucia Alemanni, nata a Napoli il 2.06.1880 da Domenico e Agata dei principi Ruffo della Scaletta.

I nobili de Salazar, i marchesi de Riso, i nobili Marincola S. Fluoro e Marincola Cattaneo
Attraverso il matrimonio tra il barone don Giuseppe Gallelli, latifondista, n. a Badolato il 7. 12. 1905 di fu Pasquale,che sposa il 1938 donna Trieste de Salazar nata a Catanzaro il 29. 02.1916 figlia di Giovanni e Carolina, questi a loro volta imparentati con i marchesi de Riso, e i nobili Marincola S. Fluoro e Marincola Cattaneo.

I conti Benso.
Attraverso il matrimonio tra il barone, avv.don Vittorio Gallelli, imprenditore agrario. cav. jure sanguinis del S.M.O. Costantiniano di S. Giorgio, gran magistero di Spagna, che sposa il 28. 02. 1973 Daniela Benso. n. a Torino il 6. 05. 1945. figlia del conte Alberto Benso di Ponticello, e di Gabriella Trevisan.
da questi, il barone don Ettore Gallelli Benso, nato a Trieste il 13 08 1973.
Questi, con atto del Presidente della Repubblica, e in esecuzione alle volontà dei conti Benso di Ponticello, viene autorizzato il 1999 ad aggiungere al proprio, anche il cognome materno.
Imprenditore agrario e immobiliare. Don Ettore e’ altresì cav. jure sanguinis del S.M.O.Costantiniano di S. Giorgio, gran magistero di Spagna, cav. di Malta della Reale arciconfraternita di S. Giovanni in Catanzaro, ed e’ guardia d’onore alle tombe dei Reali di Savoia.

Il secondo genito don Alberto, n. a Trieste il 8. 11. 1975 e’ imprenditore immobiliare, anche egli con atto del Presidente della Repubblica, e in esecuzione alle volontà dei conti Benso di Ponticello, il 1999 viene autorizzato ad aggiungere al proprio anche il cognome materno.



Le fonti:
1- Rivista araldica del collegio araldico Colonnello Bertini Frassoni, "libro d' oro della nobilta' Italiana".
2- Annuario della nobilta' Italiana. edizioni S.A.G.I 2006
3- Elenco ufficiale dei cav.jure sanguinis del S.M.O. di S. Giorgio gran magistero di Spagna. Le prime due pubblicazioni reperibili presso la libreria Borghese, largo fontanella Borghese n 64. Roma. Tel. 06 6876403
4 - Elenco nobiliare regionale.
5 - elenco ufficiali delle Guardie d’onore alle tombe dei Reali di Savoia.
6- Archivio araldico Vallardi.
7- Elenco ufficiale dei cav.jure sanguinis del S.M.O. Costantiniano di S. Giorgio gran magistero di Spagna.
8- Elenco ufficiale dei cav. di Malta, della Reale arciconfraternita dei cav. di S. Giovanni in Catanzaro.
La prima pubblicazione reperibile presso il consiglio araldico Colonnello Bertini Frassoni. Roma
La seconda pubblicazione reperibile presso la libreria Borghese, largo fontanella Borghese n 64. Roma.
Tel. 06 6876403
 



barone don Giuseppe Gallelli. 1838
olio su tela


Barone, avv. cav. della corona d'Italia, don Giuseppe Gallelli.
Sindaco dei nobili di Badolato per diciassette anni, 1848
olio su tela 60x75


Marchesa Lucia Alemanni, 1919
olio su tela 52x73


Barone, cavaliere della corona d'Italia, Don Pasquale Gallelli. 1914
olio su tela 73x103
 


Don Gabriele Gallelli. 1805
olio su tela 56x76
 


Don Domenico Gallelli, 1863
Olio su tela 54x75

 


Barone don Giuseppe Gallelli.
olio su tela 140x200. 1938